ALBADA
Un archivio di sogni. Non un interprete, non un oracolo, non un dizionario dei simboli: un posto dove il racconto di un sogno viene conservato com'era e, se vuoi, reso visibile.
Come funziona
Un pulsante, nessun campo, nessuna domanda. Parli finché hai qualcosa da dire. Venti secondi.
Il sistema segnala quello che hai già detto: dove la scena cambia, dove ti sei contraddetto. Tu confermi o correggi.
Tavole, racconto, stampa. Oppure niente: un sogno con il solo dettato è già completo.
Il principio
Fedeltà prima di completezza. Il racconto di un sogno è fatto per metà di cose non specificate — non dimenticate: mai esistite. Non sai di che colore fossero le pareti perché quelle pareti non hanno mai avuto un colore. Se un sistema le riempie di dettaglio plausibile, mente.
Qui l'assenza è un dato. Ciò che il racconto non dice resta non disegnato: non sfocato, non suggerito, assente. E le contraddizioni si conservano invece di risolverle — se il cielo era stellato e pieno di nuvole insieme, nell'immagine restano entrambi.
Cosa non facciamo
- Nessuna interpretazione automatica, nessun dizionario di simboli.
- Nessuna deduzione di stati emotivi dalla voce.
- Nessun volto riconoscibile di persone reali o defunte.
- Nessun numero da giocare, nessun collegamento a giochi con vincite in denaro.
- Niente che venga dal tuo profilo entra nella generazione delle immagini.
- I tuoi dettati non vengono usati per addestrare modelli.
Le persone
L'interpretazione esiste, ma ha un nome e una firma: professionisti verificati possono leggere un sogno se e solo se sei tu a condividerlo, per il tempo che decidi tu. È l'opposto di un dizionario dei sogni.