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ALBADA

Il progetto

Cosa è ALBADA e perché è fatto così

Da dove nasce

Chi ricorda i sogni lo fa con un gesto preciso e fragile: parlare appena sveglio, prima che il ricordo si riorganizzi. Quel gesto produce un testo che è già una traduzione — dall'esperienza alle parole — e che contiene più di quanto sembri: esitazioni, contraddizioni segnalate, cose sapute senza essere state viste.

ALBADA prende quel testo sul serio. Lo conserva intatto e ne fa l'unica fonte di tutto il resto.

Perché il dettato non si corregge

Le sbavature sono informazione. Un tempo verbale che salta segnala spesso il punto in cui il sogno cambia regime; un «non so come» è un dato sulla certezza del ricordo. Sistemare la sintassi cancella proprio ciò che serve. Il dettato si può cancellare per intero, non modificare.

Perché le immagini sono incomplete

Il cliché visivo del sogno — nebbie, sfocature, orologi molli — nasce da un equivoco: rappresenta la stranezza come filtro, mentre nel sogno la stranezza è nella grammatica, non nel vocabolario. Dall'interno il sogno è realistico, anzi banale: le cose hanno peso, le stanze hanno mobili. È la logica che salta.

Quindi qui si rende in modo letterale e sobrio, e si lascia che l'anomalia emerga dalla struttura. Se il racconto dice che volavi ma non dice come, l'immagine non inventa un meccanismo. Se non dici cosa c'era sotto di te, sotto di te non c'è niente.

Perché il contesto personale non entra nel disegno

L'appartenenza religiosa, una storia di malattia, un lutto recente cambiano davvero la lettura di un sogno — ma solo per un essere umano. Dati a un modello generativo producono iconografia automatica, cioè lo stereotipo che questo progetto esiste per evitare. Il contesto serve a chi legge, non a chi disegna.

Quante immagini per un sogno

Non lo decide il sistema: lo ha già deciso il sogno. Ogni volta che il racconto dice «poi all'improvviso ero» c'è un taglio di montaggio. Il numero di tavole è il numero di quei tagli. Alcuni sogni danno una sola immagine, altri dodici.

L'interpretazione

Il portale non interpreta. Se vuoi lavorare su un sogno puoi condividerlo con un professionista verificato, che risponde a suo nome e con la sua qualifica. Due elenchi separati e mai mescolati: professioni ordinistiche da un lato, professioni ai sensi della L. 4/2013 dall'altro, con requisiti e responsabilità diversi.

La biblioteca

Smorfia, locuzioni, tradizioni popolari, letteratura del sogno: materiale culturale esposto come tale, da leggere. Non è uno strumento per leggere il tuo sogno — è il modo in cui altri, prima, hanno raccontato i loro.

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